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Domenica 30.9.12

Ore 11,00, casa mia, Pisa

Ecco la scansione della paginetta e mezzo del libro Qoelet, di Carlo Striano (per quasi tutti: Carlone), da cui ho preso spunto per un testo del disco: a volte copiando le frasi in modo identico, altre rielaborando.

Informai l’autore di aver musicato qualche sua parola da un suo manoscritto inedito – anzi, che aveva dato solo a pochi amici selezionati – a cui teneva moltissimo, volle sapere ‘quale parte’, e ne fu contento. A gennaio 2004, dopo pochi mesi, morì (perché l’uomo è mortale, appunto). Non parlo dell’autore perché avrei troppe da dirne, e non so se è il caso.

Il libro è uscito postumo nel 2006 per la casa editrice pisana ETS, e non ho idea se si riesca a reperirne ancora qualche copia, temo di no ma se qualcuno è interessato tentar non nuoce. Googlate, come tutti siamo abituati a fare, e se lo trovate non esitate all’acquisto.

Il titolo della canzone? Dopo anni in cui l’ho chiamata Si muore perché si è nati l’ho appena modificato, e si è trasformato, come i bozzoli in farfalle, in  Il treno temporale.

No, il mio testo non lo metto, non ancora e non so se lo farò, qui.

P.s. per leggere meglio potete cliccare e per uno dei tanti meravigliosi misteri informatici l’immagine, magicamente, s’ingrandirà.

Venerdì 28.9.12

Ore 15,45 casa mia, Pisa.

Una settimana è passata senza aver registrato niente di nuovo, ma sono stati giorni fondamentali per riascoltare a lungo le tracce guida, definire arrangiamenti, parlare con musicisti spiegandogli le canzoni, avere nuove adesioni al progetto.

Oggi parlo dei batteristi e dei chitarristi. E di una telefonata.

 

Ci saranno tre batteristi, e due di loro (Jacopo e Matteo) sono venuti a casa mia dove gli ho fatto ascoltare la roba e capire la struttura, e ho anche accennato che tipo/stile di batteria “sento” in ogni traccia. Con Mau, che sta a Genova, ci siamo sentiti per telefono e email e ne riparleremo quando saremo più vicini alla data della sua registrazione. Sono sicuro che il loro valore aggiunto sarà elevato, sono tutti molto bravi e creativi. Jacopo vuole che gli dia indicazioni il più possibile precise ma darà i suoi suggerimenti, Matteo mi ha già detto che mi darà qualche consiglio sugli arrangiamenti e proverà a fare qualche variazione, ma è proprio per la loro creatività che voglio loro, per cui se provano a migliorare le mie povere composizioni non fanno altro che farmi venire l’acquolina in bocca.

Intanto abbiamo fissato le date per le registrazioni definitive: Matteo il 6 ottobre, Mau il 27 ottobre, Jacopo tra le due date, quando potremo.

 

E’ il turno dei chitarristi elettrici, che dovrebbero registrare tra poco più di un mese al nuovissimo studio in fase di rifinitura a Ghezzano.

Saverio 1 e Saverio 2 hanno ricevuto e ascoltato i brani via email.

Saverio 1, mio attuale sodale anche nei Pollution, mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che i brani gli piacciono ed è contento di partecipare. Non mi aspettavo tanto entusiasmo e la cosa mi fa molto contento. Andrò a casa sua a parlarne chitarre in mano quanto prima.

Saverio 2 è contento di partecipare ma i brani che ho scelto per lui “non lo entusiasmano molto”, e dice che sono troppo complicati. Uno è molto lento e contiene una sequenza di 8 accordi che si ripetono con varie dinamiche per qualche minuto. La sequenza non è orecchiabile, contiene parecchi salti e cambi di tonalità, ma è proprio quello il senso del brano: far sentire i salti (poi si capirà meglio, spero), e vorrei che su questa ponesse i suoi servigi con la chitarra classica, a cui è molto bravo. L’altro brano in cui lo vorrei è per me una canzonetta (con testo non proprio leggero, ma vabbè) con una sequenza di accordi non semplicissima ma che si ripete agilmente in duestroferitornelloduestroferitornello. Speriamo si convinca, il primo chitarrista dei Germinale.

Da Lorenzo Ughi andrò la prossima settimana, probabilmente martedì o mercoledì pomeriggio. E’ uno dei più bravi chitarristi con cui mi sia mai capitato di suonare, tengo molto al suo valore aggiunto, ho scelto per lui 5 canzoni, di cui due fanno parte della quasi-suite (in realtà l’unione di tre mini-canzoni) Catarsi. Fa un po’ il ritroso ma son sicuro che farà un lavoro egregio.

Ieri sera Riccardo mi ha invitato a cena, dove tra una chiacchiera e l’altra ha ascoltato i due brani e li ha già quasi imparati. Andrò una volta a casa sua a fare una provetta e poi andremo a registrare. Da lui vorrei una chitarra un po’ spaziale, aerea e quasi incoerente in un brano, e una chitarra con un solo un po’ sixties in un altro. Una fender stratocaster è pronta per lui.

La partecipazione chitarristica il cui assenso forse mi ha fatto più piacere è quella di Salvo Lazzara, mio sodale in tante avventure Germinalesche, gli ho chiesto di suonare una chitarra disturbante, un po’ frippiana, distorta,ma soprattutto Lazzariana, scelga lui se con e-bow o senza, che faccia assoli e sottofondo fastidioso sotto un brano che è piuttosto cantautorale e tratta di un argomento definitivo. Lavorerà con tutta calma e creatività dal suo studio casalingo, come è abituato a fare.

La telefonata per me più emozionante è stata però quella con Alessandro Toniolo, che avevo cercato senza fortuna qualche giorno prima. Squilla un numero sconosciuto ed era lui. Che piacere! Io e Alessandro siamo gli unici punti fermi nella lunga storia dei Germinale (tranne un paio d’anni in cui me ne andai, tranne una registrazione o due a cui lui non ha potuto o voluto partecipare), e abbiamo condiviso tante e tante cose anche fuori dal gruppo. E’ una delle tre persone della mia vita che mi hanno sempre fatto pensare, che non mi ha quasi mai annoiato, dalla cui bocca escono raramente cose che mi aspetto o che già intuisco, che frequentemente è riuscito a far mettere in discussione mie idee o convinzioni, una persona intelligentissima, con un punto di vista spesso originale e fuori dal coro. La sua compagnia – anche sporadica – mi manca molto. E poi è stato quello che una sera al crepuscolo, davanti al campanile della nostra parrocchia mi ha detto “ma Animals dei Pink Floyd lo conosci?” “No” “È un capolavoro”. Il giorno dopo corsi a comprarlo e aveva ragione. Era il 18 aprile 1988 (c’è la data sul vinile), io avevo quindici anni e lui diciassette. Insomma, dopo aver detto “non ti aspettare virtuosismi che sono fuori allenamento e non mi riescono più” ha accettato di suonare il flauto in qualche canzone, che devo ancora spedirgli via email.

Nella prossima puntata parlerò di tastieristi e altre cose.

Giovedì 20.9.12

Ore 21,30, casa studio Magoni, Putignano.

Arrivo, parcheggio, apro e chiudo il cancello, attraverso il vialetto / giardino che ormai è un po’ casa mia, ci sono tutte e due le porte della casa aperte. Salgo le scale della parte ‘studio’, Edoardo è già al lavoro sul mix di un gruppo americano. “Edo, giù ci son tutte le porte aperte”. “Sì, è per i gatti, va bene così”. Che bello non aver paura che ti entrino i ladri in casa.

Si comincia, si continua con le tracce guida, apro la custodia della chitarra, sistemo i fogli con testi e accordi sul leggìo. Il microfono a metà tra bocca e chitarra, stavolta oltre a suonare canto anche. Alla prima, che tanto chi se ne frega se interpretazione intenzione intonazione non sono perfette, queste cose servono solo a far capire la struttura agli altri musicisti, a fissare i metronomi e le durate dei brani.

Come l’altra volta le faccio in ordine alfabetico, e suono e canto quelle rimaste fuori dalla prima volta, ovvero Perdersi, Predoni, Sa Domo de su Re, Scrutatio, Si Muore Perché Si E’ Nati, Tutti in colonna (la vita non è). A causa del noioso primo raffreddore d’autunno, che ostruisce parzialmente vie respiratorie e vocali decido di aiutarmi portando un rimasuglio (davvero poco) di ottimo liquorino al basilico (leggero e gustoso) comprato all’ottimo Agriturismo Green Farm. Edoardo si illumina, scende al piano di sotto e torna con dei bei bicchieri. Poi se ne fa fuori metà. Io l’altra, ma a minuscoli sorsi tra una canzone e l’altra. Finita quella serie di canzoni procedo a sovraincidere la voce sulle basi di qualche giorno prima.

Un piccolo segreto è che la musica di Predoni (che è una canzone sul sesso, anzi, sull’inutilità dei rapporti sessuali occasionali, che non aggiungono niente e anzi, lasciano svuotati e pieni di pensieri negativi – questa è la mia esperienza) l’ho scritta quasi interamente questo pomeriggio. Il testo invece è vecchissimo, sarà di almeno quindici anni fa. Prima la pensavo elettronica, notturna, scura, con un colore che va dall’arancione al blu scuro (sì, le canzoni a volte mi si presentano sotto forma di colore). Poi Giulio Collavoli mi ha suggerito di trasformarla in un finto blues alla Rolling Stones, ed ho accolto volentieri il suggerimento. Anche se non sono certo un autore blues, quindi è venuta una cosa un pò storta, ibrida, ma mi pare divertente, interessante. Giulio è molto bravo e mi conosce, e mi ha fatto da orecchio esterno nella fase di scelta dei brani da registrare. Sarà IL pianista di questo disco, tranne, forse, spero, un ospite in una canzone.

Insomma, finito tutto mi faccio inserire le tracce in una usb-drive minuscola ma capace di contenere fino a 8GB e torno a casa.

Ah, che bello, che rilassatezza, che bel modo di lavorare. Tornare a casa con un lieve sorriso è un bel regalo che la musica mi fa.

Mercoledì 19.9.12

Ore 9,43, casa studio Magoni, Putignano.

Dopo un abbondante e bollente caffè, dopo due parole al volo col BruMan il pittore di mare, dopo aver guardato per qualche minuto giocare e rotolarsi tre deliziosi gattini con meno di un mese di vita si principia: alle 10,11 in punto si cominciano a registrare le tracce guida del disco.

Metronomo che esce dalle casse, niente cuffia, rumori d’ambiente a go-go, ottimo microfono davanti alla chitarra. Contrariamente a come sono abituato a fare ho registrato solo la chitarra acustica (la mia fidata e affidabile Yamaha), senza cantare, a causa un calo di voce + raffreddore da due giorni prima.

Si impostano i metronomi (rispetto alle mie indicazioni cambiamo solo quello della seconda sezione di Catarsi e ci inventiamo lì per lì quello dello strumentale), via.

Le registro tutte alla prima, e facciamo: Alberi, Catarsi part 1, Catarsi part 2, Catarsi part 3, Cliffs Of Moher, Il suicidio di 500 pecore, Mi Ha Detto Bob Dylan, Theodore Il Poeta.

Le sto registrando tendenzialmente in ordine alfabetico, visto che la scaletta del disco verrà fatta solo alla fine, sarà proprio, come al solito, l’ultimissima cosa. Mi affido al semi-caso pianificato.

Di Gioia Per Gli Occhi e Maggio D’Improvviso esistono già due super-demo, quindi là il lavoro sarà – spero – più semplice e veloce.

La cosa che OGNI VOLTA mi stupisce quando registro qualcosa è che non importa quanto preciso e accurato sia nelle mie strutture dei brani, negli accordi da suonare, nello scrivere tutto ecc.: quando si arriva in studio cambio SEMPRE qualcosa. A volte tolgo, a volte aggiungo, a volte sostituisco. Eppure so bene che più si ha chiaro il brano in testa nelle mani e nella bocca e meno tempo si perde. E tempo da perdere non c’è mai.

L’intro di Catarsi part 1 è di quattro giri? Lo faccio di tre. Il ritornello finale di Alberi -quello poi da sfumare, con assoli e la caciara paesana – era identico agli altri? Lo privo dei due accordi finali di passaggio. Theodore è senza intro? Aggiungo all’inizio due giri degli accordi della seconda strofa.

E la cosa sempre stupefacente è che queste decisioni istintive – alcune apparentemente non volute e/o controllate dall’emisfero cerebrale – stanno sempre bene nell’economia del brano, sono appropriate, adatte. Almeno spero, visto che è solo e soltanto su questi ‘scheletri’ che tutti i musicisti, me compreso, dovranno suonare le loro parti definitive.

La prossima volta finirò le guide della chitarra con Sa Domo de su Re, Perdersi, Scrutatio, Si Muore Perché Si E’ Nati, Tutti in colonna e canterò sopra le stesse.

Ore 11,50, per oggi è già finita, partenza, pioviggina e quando cadono due gocce il pisano medio smette di saper guidare, quindi troverò iper-traffico.

P.s.: come omaggio ai 3chevedonoilrE durante la lavorazione di questo microsolco e la scrittura di questo diario mi sforzerò di non chiamare mai ‘pezzo’ una mia canzone. Si sappia. Per spiegazioni rivolgersi a loro, stanno a Roma ma son bravi ragazzi, disponibili, alla mano.

Ore 23,48, casa

Si conclude questo primo giorno operativo con la bella notizia che sia Matteo Amoroso che Riccardo Comparini hanno detto sì alla partecipazione al disco. Non sentivo Matteo da anni, ed è come se non fosse passato un giorno, sono sicuro che darà il suo tocco unico, soprattutto sulle tre sezioni di Catarsi. Matteo è stato il batterista dei Germinale prima di incidere il primo disco, e anche nel primissimo gruppo di amici musicanti prima che i Germinale fossero nei pensieri di qualcuno, dal 1989 al 1991. Inoltre suona batteria e percussioni anche nel terzo CD del 2001. Con lui ho condiviso tante, tantissime cose nel corso degli anni.

Riccardo invece era il chitarrista / autore di un gruppo con cui ho suonato solo sei mesi da sessionman per una serie di concerti, tanti anni fa, poi ha inciso con me Alessandro e Daniele Caputo una cover dei Caravan per un album tributo; siamo rimasti bene o male sempre in contatto, e ogni tanto mi invita a casa sua per delle pastasciuttate musicali davvero degne di nota. So che è musicalmente fuori forma, non suona la chitarra da un po’, ma so anche che se vuole ci mette un attimo ad imparare i due brani su cui vorrei che suonasse e ad entrarci dentro, lo sento. Aveva un bel talento Riccardo, ed è sempre lì da qualche parte. Inoltre – è banale dirlo – suonare è come andare in bicicletta, non si scorda più, e dopo un po’ di allenamento si torna come prima.

Quel che è certo, certissimo è che la parte organizzativa / di coordinamento mi porterà via molto più tempo che il registrare in sé: telefonare, mandare e-mail con spiegazioni, brani/tracce guida, vedersi con i musicisti uno per uno (quando possibile) per spiegare le intenzioni e gli arrangiamenti della canzone, fare magari una prova prima di incidere. We’ll make it through the night.

Sabato 15.9.12

Ore 15,30, da Lilli, sul Viale delle Piagge

Fino alle 17,30 con Edoardo, tornato da pochissimi giorni dalla sua estate lavorativa nelle Marche. Un’ora di chiacchiere su vari temi socioculturalpoliticoreligiosi, un’ora di pianificazione e mia spiegazione del disco che ho in mente: il tipo di brani, qualche dettaglio di arrangiamento, qualche spiegazione su un paio di testi, i musicisti che voglio far suonare.

Edoardo vorrebbe registrare tutte le batterie alla sala prova di Coltano, sfruttando sia il set di Jacopo sia l’enorme stanzone adiacente e i suoi riverberi naturali. Mi piace l’idea, spero Jacopo sia d’accordo nel prestare buona parte dei suoi tamburi a Mau (che verrà da Genova un sabato da decidere) e Matteo (che ancora non sa che lo voglio su quattro brani – che in realtà sono sei – lo chiamo a giorni).

Per le chitarre elettriche l’idea è quella di andare al ‘capannone’ di Ghezzano (sala prove che ho frequentato anch’io con Lorenzo e Emiliano), che Claudio Marziale sta finendo di sistemare in queste settimane: pare ci sia un bell’arsenale di amplificatori vintage e non.

Si decide che mercoledì mattina faremo le tracce guida che poi dovrò mandare ai musicisti.

Decidendo di sputtanarmi un pò forse comincio a pubblicare qua sopra qualche mio testo inedito, non è detto che tutti diventino canzoni, ma chissà.

Questo si intitla Perdersi e l’ho buttatto giù di getto la sera del 12.1.12 (un grazie a Camilla per la frase iniziale).

Una piccolissima precisazione per gli eventuali lettori: quando scrivo qualcosa la punteggiatura, la sua assenza, le maiuscole, le minuscole, gli spazi, l’andare a capo ecc. – è sempre tutto calcolato e non casuale, errori compresi. L’ho sempre fatto, fin da piccolo, e ‘sta cosa non cambia certo con l’età.

Però pare wordpress abbia un problemino ad assecondare alcune mie piccole voglie: quando voglio lasciare uno spazio o due tra una strofa e un’altra non me lo fa lasciare, quindi qua sono costretto a sopperire a quest’imposizione con dei punti: quando troverete dei punti isolati in mezzo al rigo, ecco, quello vuo ldire che semplicemente c’è spazio tra una riga e l’altra. Scusate la pignoleria.

Per perdermi ho perso molto tempo

che non me ne è rimasto più

per perdermi ho una strada drittissima

che sembra porti lontano

invece gira solo intorno al pianeta

e mi fa tornare sempre qui

e non ne posso più

e non ne posso più.

.

.

Prova ad andare nel profondo del bosco

oltre la radura dove i fiori son giganti

entra abbassandoti, china la testa

stai penetrando un bosco sacro

.

ci sono rocce su cui sdraiarsi

cespugli diventati alberi possenti

sassi a punta per trasportare il flusso

delle informazioni dall’alto

.

dovremmo ritornare ad avere

il contatto con gli archetipi

parte sacralizzata del mito

per eliminare nevrosi e stress

.

la natura creata da chi è in Alto

per aiutare noi qua in basso

il vento parla a chi ascolta:

il mormorìo della brezza leggera

.

.

Per perdermi ho perso molto tempo

che non me ne è rimasto più

per trovarmi c’è una strada tortuosa

che davvero porta lontano

fa rientrare dentro se stessi

e mi fa essere davvero me

finalmente sono qui

finalmente sono qui

Il giorno in cui sono nato io c’erano queste persone a comandare l’italia e il mondo (non li copio tutti per ovvi motivi di sconosciusitaggine). Pazzesco comunque. O no?

Il presidente della Repubblica è Giovanni Leone
Il presidente del Senato è Amintore Fanfani
Il presidente della Camera è Sandro Pertini
Il presidente del Consiglio è Giulio Andreotti
Il governatore della Banca d’Italia è Guido Carli
Il ministro degli Interni è Mariano Rumor
Il ministro di Grazia e giustizia è Guido Gonella
Il ministro della Difesa è Mario Tanassi
Il ministro del Tesoro è Giovanni Malagodi
Il ministro della Pubblica istruzione è Oscar Luigi Scalfaro
Il ministro della Sanità è Remo Gaspari
Il presidente della Fiat è Gianni Agnelli
L’ amministratore delegato della Fiat è Umberto Agnelli
Il segretario della Dc è Arnaldo Forlani
Il segretario del Pci è Enrico Berlinguer
Il segretario del Psi è Francesco De Martino
Il segretario del Pri è Ugo La Malfa
Il segretario della Cgil è Luciano Lama
Il sindaco di Roma è Clelio Darida
Il sindaco di Milano è Aldo Aniasi
Il direttore del Corriere della Sera è Piero Ottone
Il commissario tecnico della Nazionale di calcio è Ferruccio Valcareggi
Il direttore generale della Rai è Ettore Bernabei
Il presidente degli Stati Uniti è Richard Milhous Nixon
Il segretario generale del PCUS è Leonid Ilic Breznev
Il papa è Paolo VI
Il segretario di stato Vaticano è Jean-Marie Villot
Il leader della Repubblica popolare cinese è Mao Zedong
La regina d’ Inghilterra è Elisabetta II
Il primo ministro inglese è Edward Heath
Il cancelliere della Germania federale è Willy Brandt
Il presidente della Repubblica francese è Georges Pompidou
Il segretario generale delle Nazioni Unite è Kurt Waldheim

Praticamente di questi sono ancora vivi solo Forlani e Aadreotti (!), e l’unica che è ancora al suo posto  is Her Majesty, Elizabeth II.

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